La plastica: rivoluzione a doppio taglio

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Storia di un’invenzione che ha portato ad una catastrofe.

Ogni popolazione o tribù, nel corso della sua Storia, ha usato dei materiali per produrre manufatti. Tra i prodotti dell’artigianato umano spiccano i contenitori, usati per conservare cibi, bevande, pigmenti o altro.

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L’esigenza di produrre contenitori durevoli e di buona qualità è sempre esistita, infatti già i popoli del Neolitico avevano imparato a selezionare e lavorare con cura le argille per confezionare delle ottime ceramiche.

Beh, l’invenzione della plastica è stata per noi quello che la ceramica è stata per le genti del Neolitico; con qualche differenza.

Spiegare la plastica col trucco del trenino

Pensa al modellino di un treno vecchio stile, con i vagoni ben distinti tra loro.

La plastica è un treno con milioni di vagoni.
I vagoni, in questo caso, si chiamano monomeri, e sono legati l’uno all’altro a formare la penna che hai sulla scrivania, per esempio.
Dato che è formata da un insieme di monomeri, la plastica è un polimero.

Anzi, le plastiche! Ne esistono di molti tipi, distinti per caratteristiche e ambiti di utilizzo. Il nylon dei vestiti è plastica, esattamente come il plexiglass delle barriere protettive.

La sua storia è curiosa…

Tutto comincia nella seconda metà dell’ottocento con l’invenzione della celluloide (nitrato di cellulosa), con la quale venivano fabbricati oggetti di uso quotidiano come i pettini, ma anche le palle da biliardo.
Si trattò di una vera rivoluzione, se pensiamo che il tavolo verde era uno svago veramente costoso: per fabbricare le palle da biliardo venivano inizialmente usate le zanne d’avorio degli elefanti!

Caratteristiche della plastica sono l’essere durevole e incorruttibile: ecco perché è indispensabile in campo medico e scientifico.

Ma il suo essere praticamente indistruttibile è anche un enorme problema, ora che ne viene prodotta troppa.

Per giunta, la maggior parte della plastica viene prodotta usando fonti non rinnovabili; e nelle nostre case troviamo un sacco di oggettini che non hanno ragione di esistere: come le minuscole sorprese delle uova di cioccolato (che ai bimbi nemmeno piacciono).

È stato calcolato che ci vogliono decenni perché ogni singolo oggetto di plastica che gettiamo, a terra o nel mare, si decomponga.

Senza contare che la frammentazione genere un nemico temibile per tutti gli ecosistemi: le microplastiche.

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Fonti:
Zoosparkle – Plastica in mare: a che punto siamo?
Cartaincarta – Storia della plastica
Focus junior – Storia e curiosità sulla plastica
Focus – Ecologia: quanto tempo impiega a degradarsi un sacchetto di plastica gettato in mare?
[Credits copertina: Melanie Thomas]
[Credits immagine terracotta: Jacqueline Macou]
[Credits immagine vinile: Pexels]


Pubblicato da giadaearth

Stufa di questo mercato del lavoro ho deciso di avviare un'attività mia!

2 pensieri riguardo “La plastica: rivoluzione a doppio taglio

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